Gorizia (venerdì, 28 novembre, 2025) — Un pomeriggio dedicato alla creatività scenica e all’immaginazione più libera attende il pubblico di BorGo Live Academy, in via Rastello 29, dove lunedì 1 dicembre alle 16 andrà in scena la restituzione del lavoro in residenza “Mamma Pollo”, ideato dal performer Federico Vecchini. L’appuntamento, a ingresso gratuito, rientra nella programmazione del Centro di Residenza Arti Performative Friuli Venezia Giulia e viene proposto da ArtistiAssociati – Centro di Produzione Teatrale. Accanto a Vecchini saranno presenti in scena Cristian Masi ed Erika Cerinai Bosetti, per dare vita a uno spettacolo che si preannuncia vivace, poetico e fuori dagli schemi.
di Martina Santucci
“Mamma Pollo” è un progetto che affonda le sue radici nell’archetipo del Piccolo Popolo, figura birichina e quasi dimenticata dell’immaginario collettivo, qui recuperata e trasformata in simbolo di una diversità festosa e primordiale. Lo spettacolo, giocoso e stratificato, dipinge un universo in cui colori, caratteri e movimenti si intrecciano con ritmo vertiginoso, generando risate, conflitti buffi e brevi scintille che si dissolvono all’istante. Il Piccolo Popolo non è solo un elemento iconografico, ma un vero e proprio manifesto di accoglienza: in questo mondo fantastico la differenza non divide, bensì unisce e arricchisce, diventando una forma di bellezza plurale.
La performance mescola teatro e danza per raccontare una storia che sfiora la provocazione e la dimensione spirituale, costruendo un viaggio che è insieme fiaba e rito contemporaneo. In questo “bosco sacro” – come lo definisce Vecchini – convivono elementi caotici e armonici, aspetti lontani che trovano una sintesi sorprendente e poetica. Il risultato è uno spettacolo che vuole essere leggero, scintillante, un inno alla creatività e al coraggio di essere autentici, un invito a vivere senza scarti e senza maschere, con la libertà di chi riconosce nel proprio talento una scintilla irripetibile.
La narrazione conduce lo spettatore attraverso mondi differenti fino al ritorno a Casa, una sorta di Fabbrica di Cioccolato simbolica che accoglie e fonde tutte le esperienze vissute. Un finale che riconcilia inizio e fine, restituendo al protagonista – e idealmente al pubblico – la sensazione di una rinascita possibile, radicata nella consapevolezza di sé e nel potere dell’immaginazione, motore inesauribile di ogni trasformazione.
Last modified: Novembre 28, 2025

