Gradisca d’Isonzo (venerdì, 9 gennaio, 2026) — La memoria della Shoah e il valore della cultura come strumento contro odio e discriminazione tornano al centro della scena teatrale con un appuntamento di forte intensità emotiva. Prosegue infatti la rassegna Innesti – Connessioni teatrali affatto prevedibili, proposta da ArtistiAssociati – Centro di Produzione Teatrale, che porta alla Sala Bergamas di Gradisca d’Isonzo lo spettacolo Fino a quando la mia stella brillerà – Storia di Liliana Segre.
di Martina Santucci
Lo spettacolo andrà in scena lunedì 12 e martedì 13 gennaio alle 20.30, con una replica dedicata alle scuole mercoledì 14 gennaio alle 10. Un progetto teatrale che nasce dal romanzo-testimonianza di Liliana Segre e che si propone di avvicinare soprattutto le giovani generazioni a una delle pagine più dolorose della storia contemporanea, attraverso un linguaggio semplice, diretto e profondamente umano.
La drammaturgia porta la firma di Daniela Palumbo, con la regia di Lorenzo Maragoni. In scena, un’intensa Margherita Mannino dà voce e corpo al racconto di una bambina ebrea privata all’improvviso della propria infanzia, deportata ad Auschwitz a soli tredici anni e sopravvissuta all’orrore dei campi di sterminio. Una storia che attraversa l’infanzia serena, l’adolescenza spezzata, il viaggio verso la deportazione, la prigionia e il difficile ritorno alla vita, fino alla rinascita possibile attraverso l’amore e la consapevolezza.
La produzione è firmata M.i.l.k. – Minds In a Lovely Karma, con il sostegno di Zaino Foodservice Srl e mpg.cultura, il patrocinio dell’Associazione Figli della Shoah e della Comunità Ebraica di Venezia, e la collaborazione con La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale. Un lavoro corale che sottolinea l’importanza della rete culturale nel tenere viva la memoria.
Il cuore dello spettacolo è racchiuso in una domanda semplice e devastante: “Perché non posso più andare a scuola papà?”. Una domanda che diventa simbolo di una discriminazione che irrompe nella quotidianità e segna per sempre una vita. Raccontare questa storia oggi significa ribadire che la cultura e il teatro possono e devono farsi strumenti di educazione civica, capaci di trasmettere consapevolezza e responsabilità.
La biglietteria aprirà un’ora prima dell’inizio degli spettacoli. Un’occasione preziosa per riflettere, ricordare e ribadire, attraverso il teatro, che ciò che è stato non deve mai più accadere.
Last modified: Gennaio 9, 2026

