Friuli (domenica, 30 novembre, 2025) –– A due settimane dalla devastante alluvione che ha colpito il Friuli, la storica azienda vinicola Borgo del Tiglio continua a fare i conti con una situazione drammatica: il vino della vendemmia 2025, destinato a circa 60mila bottiglie, è ancora bloccato nelle vasche sotterranee, rese inaccessibili dalla frana che si è riversata sulla proprietà. Una paralisi che si aggiunge ai danni già immensi riportati da vigneti, edifici e archivi.
di Martina Santucci
L’alluvione che nella notte tra il 16 e il 17 novembre ha devastato Brazzano, nel Goriziano, ha lasciato un segno profondo sulla comunità e sulle aziende agricole del territorio. Borgo del Tiglio, fondata nel 1981 e conosciuta a livello internazionale per i suoi bianchi pluripremiati, è tra le realtà più colpite. «La mattina del 17 novembre ci siamo ritrovati quattro metri e mezzo di fango e detriti in cortile», racconta Mattia Manferrari, figlio del fondatore Nicola. Nella frana sono stati distrutti gli edifici storici del Seicento, i vigneti più antichi – come il celebre Ronco della Chiesa – e tutto l’archivio aziendale, composto da circa diecimila bottiglie dagli anni Ottanta a oggi.
La forza dell’alluvione ha travolto anche la cantina interrata, dove riposano le barrique della vendemmia 2025. Quei 150 fusti contengono l’unica possibilità di futuro per l’azienda. «Ci è rimasto solo quel vino», spiega Manferrari. «Senza di esso, rischiamo davvero di chiudere». Ma il problema non è solo materiale: le autorità, per ragioni di sicurezza, hanno interdetto l’accesso all’area per un periodo stimato tra uno e tre anni. Un orizzonte inaccettabile per un’azienda che vive di continuità produttiva.
Il paradosso è evidente: un piano tecnico per accedere in sicurezza alla cantina esiste già, ma senza un via libera istituzionale resta lettera morta. Nel frattempo, la cantina – famosa per etichette come il Collio Studio di Bianco, apprezzato da Wine Spectator e Wine Enthusiast – vede il proprio destino appeso a un filo.
La solidarietà dei produttori della zona non è mancata, con offerte di spazi e supporto logistico. Ma senza la possibilità di recuperare il vino già in botte, per Borgo del Tiglio immaginare un domani resta un’impresa quasi impossibile.
Last modified: Novembre 30, 2025

