Cormons — La frana che ha colpito il territorio di Cormons, in Friuli Venezia Giulia, causando la morte di due persone, riaccende con forza il dibattito sulla fragilità idrogeologica dell’Italia e sull’urgenza di interventi strutturali. A esprimere cordoglio e preoccupazione è Confeuro, la Confederazione degli Agricoltori Europei, che in una nota firmata dal presidente nazionale Andrea Tiso ha definito l’accaduto “una tragedia” e un ulteriore segnale della vulnerabilità del Paese di fronte ai fenomeni meteorologici estremi.
di Martina Santucci
Secondo Confeuro, la violenta ondata di maltempo che sta colpendo in queste ore diverse regioni italiane si inserisce in una sequenza ormai ricorrente di eventi drammatici che, negli ultimi anni, hanno interessato l’Italia dal nord al sud. Episodi sempre più frequenti e intensi, aggravati dagli effetti del cambiamento climatico, che rendono questi fenomeni atmosferici più violenti e imprevedibili. L’associazione sottolinea come la tragedia di Cormons rappresenti un monito allarmante, che impone una riflessione profonda sulla capacità del Paese di affrontare emergenze ormai non più eccezionali.
Tiso evidenzia come, nonostante i ripetuti richiami degli esperti, il sistema nazionale presenti ancora gravi lacune. In molte zone, le infrastrutture sono obsolete o insufficienti, i piani di prevenzione risultano incompleti o applicati in modo discontinuo e le risorse destinate alla gestione delle emergenze non riescono a soddisfare le reali necessità. A tutto ciò si aggiunge una condizione strutturale di fragilità idrogeologica che espone i territori a frane, alluvioni e dissesti, amplificando gli effetti degli eventi climatici estremi.
Per Confeuro è quindi indispensabile un cambio di passo deciso da parte delle istituzioni: servono investimenti lungimiranti, politiche di prevenzione realmente operative e un impegno concreto nella lotta alle cause del riscaldamento globale. Un’occasione propizia, osserva Tiso, sarebbe stata la COP30, in corso in questi giorni in Brasile, che avrebbe potuto rappresentare un momento centrale per rilanciare l’attenzione politica e mediatica sul tema. Così non è stato, aggiunge, evidenziando come l’emergenza climatica continui a non ricevere il focus necessario.
La tragedia di Cormons, conclude Confeuro, impone una reazione immediata e responsabile: solo una visione a lungo termine, supportata da scelte chiare e coraggiose, potrà aiutare il Paese a prepararsi alle sfide climatiche del futuro.
Last modified: Novembre 19, 2025

