Gorizia (mercoledì, 6 agosto 2025) — Una galleria sotterranea lunga 124 metri, un labirinto a forma di “E” con tre ingressi e la capacità di accogliere fino a 400 persone. Gorizia si prepara a riaprire un capitolo dimenticato della sua storia con il recupero del rifugio antiaereo della Valletta del Corno.
di Alessio Bianchi
Costruito tra il 1938 e il 1940 per proteggere gli abitanti del quartiere del Sacro Cuore, questo tunnel è solo uno dei tanti testimoni muti delle grandi tragedie del Novecento che si nascondono nel sottosuolo goriziano.
La valorizzazione di questo sito storico, annunciata dal Comune, è resa possibile grazie a un emendamento da 110mila euro alla manovra di assestamento regionale, presentato da Diego Bernardis. L’intervento è il primo passo di un progetto più ampio che mira a recuperare e rendere fruibili al pubblico i numerosi rifugi sotterranei disseminati in città, risalenti alle due guerre mondiali e alla Guerra Fredda. L’obiettivo è chiaro: trasformare Gorizia non solo in un luogo di memoria, ma anche in un “laboratorio” per studiare il passato e costruire un futuro di pace.
Per realizzare questo ambizioso piano, verrà istituito un gruppo di lavoro che vedrà la collaborazione di associazioni storiche come la Seppenhofer e l’Isonzo, gli Alpini e altri sodalizi locali. Saranno coinvolti anche l’Università e la Regione Friuli Venezia Giulia, in un’iniziativa che coniuga ricerca storica, valorizzazione del territorio e promozione della cultura. La riscoperta di questi rifugi rappresenta un’opportunità unica per riflettere sulle vicende del XX secolo e per onorare la memoria di chi ha vissuto quei momenti drammatici.
Last modified: Agosto 6, 2025

