Trieste (martedì, 17 dicembre, 2024) — Sarà affidata alla Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini la chiusura della Stagione Sinfonica 2025 del Teatro G. Verdi di Trieste. L’ottavo e ultimo concerto è in programma martedì 23 dicembre 2025 alle 19.30 e rappresenta uno degli appuntamenti più attesi dell’intero cartellone, suggellando un percorso artistico che ha registrato un significativo successo di pubblico e un costante aumento degli abbonamenti.
di Martina Santucci
La scelta dell’ultima grande opera sacra di Rossini, da lui stesso definita con ironia uno dei suoi “Peccati di vecchiaia”, assume un forte valore simbolico. Eseguita postuma a Parigi, la Petite Messe Solennelle si distingue per l’organico contenuto, la scrittura raffinata e l’equilibrio tra rigore liturgico e teatralità, elementi che ne fanno una pagina unica nel repertorio ottocentesco. Proprio questa apparente semplicità, unita alla profondità espressiva, la rende un ideale viatico verso il raccoglimento natalizio, nel giorno dell’Antivigilia.
Sul podio dell’Orchestra e del Coro della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste salirà Giulio Prandi, direttore di solida fama internazionale e particolarmente apprezzato a Trieste, noto per la sua competenza nel repertorio antico e nella musica tra classicismo e primo romanticismo. Il coro sarà preparato dal maestro Paolo Longo, alla guida di una compagine che nel corso della stagione ha dimostrato grande versatilità e qualità interpretativa.
Accanto al coro, un quartetto di solisti di alto livello darà voce alla partitura rossiniana. Il soprano ucraino Alina Tkachuk, apprezzata interprete del repertorio rossiniano e belliniano, sarà affiancata dal mezzosoprano Michela Guarrera, artista in costante ascesa che dopo Trieste sarà impegnata all’Opera di Roma. Completano il cast il giovane tenore cinese Chuan Wang, formatosi tra il Conservatorio di Milano e l’Accademia del Teatro alla Scala, e il basso Alessandro Ravasio, atteso dopo questo impegno triestino al Theater an der Wien.
Il concerto conclude idealmente un mese fortemente segnato dall’estro di Rossini, dal successo del Barbiere di Siviglia in apertura della stagione operistica fino a questa intensa pagina sacra, talvolta criticata dai puristi ma amatissima dal pubblico. Una chiusura che guarda al sacro, alla tradizione e al futuro, e che conferma il Teatro Verdi come protagonista culturale di primo piano nel panorama musicale nazionale ed europeo.
Last modified: Dicembre 17, 2025

