Gorizia (lunedì, 22 dicembre, 2025) — Un’opera simbolica che parla di inclusione, dialogo e superamento delle barriere è stata inaugurata all’ex valico del Rafut, a fianco dell’ingresso del Museo Lasciapassare Prepustnica. Si tratta del murales transfrontaliero “Dove i confini si dissolvono”, realizzato dai fruitori del centro diurno ANFFAS in collaborazione con il centro sloveno VDC Nova Gorica, nell’ambito delle iniziative legate a GO! 2025.
di Martina Santucci
L’opera nasce come espressione concreta dello spirito di cooperazione che anima il progetto di Capitale europea della cultura e rappresenta una metafora visiva del confine che cambia, si trasforma e invita ad andare oltre le divisioni. Il murales, caratterizzato dal colore Isonzo, richiama il territorio e la sua storia, ma allo stesso tempo guarda al futuro, proponendo un messaggio di apertura e condivisione.
Composto da elementi in ceramica, il lavoro si sviluppa in verticale, con una larghezza di un metro e mezzo e un’altezza di due metri. Le singole parti che lo compongono raccontano, attraverso forme e colori, un percorso comune, frutto del lavoro condiviso tra i due centri diurni, che hanno collaborato in modo attivo alla progettazione e alla realizzazione dell’opera. Un processo creativo che ha valorizzato le capacità espressive dei partecipanti e rafforzato il legame tra le comunità di Gorizia e Nova Gorica.
La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione del sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, affiancato dagli assessori al Welfare Silvana Romano e a GO! 2025 Patrizia Artico. Presenti anche il presidente di ANFFAS, Mario Brancati, insieme a una rappresentanza di utenti e operatori dei centri diurni coinvolti nel progetto. Un momento sentito, che ha sottolineato il valore sociale e culturale dell’iniziativa.
Il murales trova collocazione in un luogo altamente simbolico, l’ex valico del Rafut, oggi spazio di memoria e di incontro. Qui il tema del confine assume un significato particolare, legato non solo alla storia geopolitica dell’area, ma anche alle esperienze personali e collettive di chi vive quotidianamente il territorio transfrontaliero.
“Dove i confini si dissolvono” si inserisce così nel percorso di GO! 2025 come testimonianza concreta di come l’arte possa diventare strumento di inclusione, partecipazione e dialogo. Un’opera che non si limita a decorare uno spazio, ma che invita chi la osserva a riflettere sul valore delle relazioni e sulla possibilità di costruire comunità più aperte e consapevoli, andando oltre ogni barriera fisica o culturale.
Last modified: Dicembre 22, 2025

